Testo:
Anna Lucht
Traduzione: Paola Pomioli

JOOP! Fashion Show / fashion week berlin
© modekultur.info
I
recidivi
Non si direbbe proprio che gli uomini berlinesi sensibili alle tendenze della moda abbiano qui l’imbarazzo della scelta. L’offerta di abbigliamento maschile non è granché, se paragonata a quella di moda femminile. La poliedricità spesso decantata di questa città sembra non aver preso piede in questo settore, in ogni caso non pienamente. Questo, nonostante ci sia senza ombra di dubbio una clientela maschile interessata e con un elevato potere d’acquisto. Oliver Sinz della griffe di Nobile conduce da sei anni la sua sartoria di abiti su misura a Monbijouplatz 2 e l’attività va bene. Di che cosa sono alla ricerca i clienti? Sinz cita il titolo dell’ultima edizione della rivista Textilwirtschaft: “Luxus läuft” (Il lusso va di moda).
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Il prezzo di un abito su misura di Nobile varia dai 520 ai 2500 Euro. Da di Nobile si trova uno stile tendenzialmente classico, unito a un tocco di disinvoltura. Le giacche e i pantaloni sono realizzati con stoffe di qualità inglesi, francesi, italiane e tedesche. |
Da
provare ci sono capi gessati blu, di velluto a coste marrone oppure
abiti in tinta unita, a quadretti o di colori scuri discreti. Le
camicie sono di colore chiaro per l’ufficio, qualcuna a righe.
Saltano invece all’occhio i dettagli, una sciarpa arancione di
cashmere o gemelli dalle fatture più diverse.
Per quale ambiente sono pensati gli abiti? “Con i miei capi deve
essere possibile sentirsi a proprio agio sia negli uffici di una
banca o di uno studio legale che nel tempo libero. L’outfit deve
essere adatto anche per uscire la sera”. Questa doppia funzione
riesce anche perché Oliver Sinz fa sì che il cliente ci si ritrovi
e non si nasconda dietro un’immagine semplicemente alla moda e di
breve durata. Per circa otto anni gli abiti devono essere non solo
pratici ma anche di moda. Che queste aspettative siano soddisfatte
lo hanno dimostrato clienti assidui con una sfilata retrospettiva.
La peculiarità di questo designer e sarto di abiti su misura sta
nella sua capacità di cogliere la personalità del cliente,
proponendogli eventualmente piccole variazioni. Una giacca combinata
ai pantaloni di un completo con le tasche riportate ai lati
conferisce un tocco di classicità, più informale, ma ancora adatta
ad un ambiente d’ufficio. E quali colori fanno tendenza?
“Sfumature di nero e blu, una leggera combinazione di nero e
marrone o di blu e nero”. Che i capi vengano prodotti a Berlino lo
dimostra la presenza delle sarte nell’atelier. La qualità e la
confezione sono precise e corrette. Un trend che fa delle creazioni
di Oliver Sinz degli ultimi due anni qualcosa di speciale. Ed è
questo che cercano i suoi clienti.
Fairness
e fedeltà
E
non solo nel suo caso; anche Claudia Fischer
di codierbar presta
attenzione alla qualità della stoffa e produce a Berlino. Il suo
marchio è inoltre improntato al pragmatismo.
I bottoni automatici non sono pratici solo per l’uomo, che
eventualmente non li deve ricucire, ma anche per la donna che glieli
sbottona – si fa prima. Le camicie di Codierbar non devono essere
stirate, la stoffa si stira da sola per effetto del calore corporeo.
Pratici sono anche i costi: il prezzo di camicie e pantaloni si
aggira sugli 80 euro.
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È
uno stile spiritoso. Dietro a un punto esclamativo stampato
si nasconde una tasca per la matita. Su una camicia nera è
cucita una cravatta chiara che sul collo funge da colletto
alla coreana. |
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La
vestibilità di camicie e pantaloni viene testata a più riprese da
numerosi amici che provano pazientemente i capi, contribuendo alla
ricerca delle taglie e della vestibilità perfetta. Claudia Fischer
conosce il segreto della fedeltà della clientela maschile: “Se
sono soddisfatti una volta, torneranno a ordinare anche in futuro”.
O nei negozi di Berlino (ausberlin oppure cultism.berlin) o di
Monaco, Basilea, Lipsia o via Internet.
I pantaloni corti della collezione estiva hanno una linea
particolarmente bella e raffinata. Come fa Claudia Fischer a sapere
quello che piace agli uomini? “Da quello che dicono e dalle prove
degli abiti”. E poiché Claudia Fischer è del parere “che agli
uomini sia riservata poca attenzione da parte della moda”,
continua per la sua strada e inventa l’uomo alla moda.
Perché
rendere belle le altre?
IO è una parola italiana. Per lasciare all’uomo la sua individualità. Carola Plöchinger, designer del marchio IO, crea con sensibilità uno stile per uomini che non li traveste, mostrandoli nella loro bellezza autentica. Alla ricerca della novità, della rottura con le formule del passato e di possibilità di offrire agli uomini accessori diversi dalla cravatta, lei continua a sviluppare una linea che si presenta stylish e classica ad un tempo. È come se la moda maschile, un po‘ rigida e scontata, si disinibisse. Una decisione questa tra l’innovazione e la rinuncia all’esasperatamente “over”.
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I clienti IO indossano soltanto materiali di alta qualità. La linea è diritta, fasciante, pura, elegante ed esclusiva. In sintesi: Helmut Sander o Jil Lang. Evidente in ogni capo della collezione è il taglio raffinato. |
Quando si indossano le giacche o le magliette, si ha
l’impressione che siano state scolpite sul corpo dell’uomo. I
colori sono nero, bianco, grigio o beige, talvolta un blu marino
intenso, in casi isolati anche colori pastello per le collezioni
estive. Nel complesso le collezioni risultano puristicamente
minimaliste, con qualche piccola concessione alla moda di quando in
quando. Scarpe bianche eleganti e attuali, una giacca corta avvitata
di colore bianco, un ampio collo lavorato a maglia su una giacca di
pelle, pullover neri sottilissimi a maniche lunghe, leggermente
trasparenti conferiscono a colui che li porta un’immagine alla
moda. Le cinte di cuoio senza fibbia separano con una striscia di
colore contrastante i pantaloni bianchi dalla maglietta nera. Molte
camicie hanno piccoli colletti alla coreana. Gli uomini che
indossano questi modelli nelle foto professionali sono
particolarmente belli e molto giovani. A molti clienti può quindi
sfuggire il fatto che questa linea veste uomini di ogni età. Questa
moda non entusiasma soltanto i fedelissimi che possiedono almeno
cinque capi di ogni collezione, ma anche coloro che fanno i loro
acquisti nei negozi di Tokyo, Osaka, Chicago, Vancouver, Berlino,
Colonia, Vienna e molte altre città in tutto il mondo. In Giappone
i capi IO vengono
acquistati anche da una clientela femminile che ne indossa
personalmente le camicie o i pantaloni. Oltre ai numerosi spazi
commerciali, anche i negozi virtuali via Internet yoox e Stylserver
costituiscono una piattaforma di vendita del brand.
Se Karl Lagerfeld a quanto pare è dovuto dimagrire per
entrare negli abiti dal taglio stretto di Hedi Slimane, ci si
può immaginare che i capi di Brioni rimangano di quando in
quando sulle grucce, se accanto sono appese le creazioni di IO.
Multibrand
Store moltiplicato per quattro
Mientus ha quattro negozi a Berlino. Le filiali si differenziano per le loro tendenze. Al Kurfürstendamm 52 troviamo una peculiarità, “di cui siamo molto orgogliosi: vendiamo qui a Berlino il brand Tom Ford. A livello mondiale ci sono a mala pena 20 negozi che offrono questo marchio, noi siamo una delle due sedi presenti in Germania”, afferma Jan Apel, responsabile di PR e Marketing. Accanto alle attuali collezioni di marchi come Prada, Etro, Gucci, Dolce & Gabbana nella filiale della Schlüterstraße si trova un’offerta più sportiva e mai scontata rappresentata da marchi quali Y-3, Dior, Dsquared².

Foto: Mientus Flagshipstore, berlin
Come
negozio di moda maschile in una fascia di prezzo alta Mientus
esiste già da oltre 50 anni. Ma non solo di questo vanno
particolarmente fieri coloro che ci lavorano: è l’acquario al
primo piano nella sede della Schlüterstraße, l’illuminazione a
soffitto della filiale del Kurfürstendamm, il lampadario di vetro
di Murano nero nella Bleibtreustraße e una scelta di prodotti
estesa a quattro piani nella Wilmersdorfer Straße.
I negozi monomarca nelle immediate vicinanze non vengono visti come
diretta concorrenza dal signor Apel, perché un
“multibrandstore” è qualcosa di diverso.
La consulenza è di prima classe e se ad un cliente qualcosa non sta
bene, “bisogna anche prendersi la briga di dirlo”. Si può anche
spiegare esattamente perché alcuni capi siano così costosi. Ci
sono commessi in abbondanza che sono immediatamente a disposizione
del cliente. E naturalmente conta l’insuperabile qualità dei
grandi nomi. “Se un capo di abbigliamento non è lavorato bene,
non lo prendiamo”.
Il trend va nuovamente in direzione delle sneaker, ma anche della
scarpa di pelle classica. Indumenti di base, come magliette stampate,
vanno sempre alla grande. Ma anche capi classici come camicie e
abiti da uomo. “E naturalmente i jeans firmati da designer,”
racconta Apel, “senza i quali non si può più scendere in strada...”
Uno trova qualcosa da indossare se
lo cerca.
deutsche Fassung: >>jetzt lesen
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edizione febbraio 2008




