Testo:
Sabine Kelle
Traduzione: Paola Pomioli

Foto: MAYER, Berlin
Solo
a Parigi – si dice – si trovano ancora i grandi maestri
dell’Haute Couture. “Un corno!” risponde la berlinese alla
moda.
Vecchi maestri
di Berlino
Di
recente, spolverando uno scaffale nel turbine di un momento di
grandi pulizie mi è quasi caduta in testa, e quindi tra le mani,
un’enorme pila di riviste di moda ormai quasi cadute nell’oblio.
“Inizio degli anni Novanta. Incredibile, ne è passato del tempo!”
ho pensato. Presa dalla curiosità ho cominciato a sfogliarle e chi
mi sono trovata davanti? Praticamente solo nomi che a tutt’oggi
sono sulla bocca di tutti e che “vengono menzionati regolarmente
in diverse riviste nella rubrica dedicata a quello che certi vip
indossano in occasione di certi eventi mondani”. Niente male per
chi, come noi berlinesi, passa per poco sensibile al fascino della
moda! E se un marchio si difende bene da ormai quasi vent’anni nel
firmamento della moda, dietro di esso si cela ben più di una buona
dose di fortuna. Io la chiamerei una marea di talento e tenacia.
Ars plissé

Foto: Bernd Hommel
Model: Katja Knigge
Di una tenacia straordinaria deve essere stata capace soprattutto una persona: Inge Langhein. E il motivo è semplice: lei è la maestra del plissé. Quello che passa per le sue mani delicate non ne esce quasi mai senza pieghe. Ma queste sue pieghe così opportunamente realizzate con la stoffa sono qualcosa di completamente diverso da quello che la mia adorata nipote è riuscita a combinare con il suo abito estivo, che ha ormai perso qualcosa della sua grazia iniziale. Sono piuttosto una sorta di origami di alto livello. E i suoi delicati lavori posseggono la stessa leggerezza delle creazioni di carta giapponesi con le loro squisite pieghe. Quando si varca la soglia del suo negozio nella Raumerstraße, la cui facciata presenta un divertente gioco di strisce, ci si ritrova improvvisamente in un piccolo bosco di fate. Si è attorniati come in sogno da abiti luccicanti che sembrano quasi percorsi da un frullio d’ali. Questo effetto nasce grazie all’ingegnosa arte della piega che la stilista ha scelto come suo marchio di fabbrica.

Foto: Bernd Hommel
Model: Katja Knigge
Il
talento non nasce di punto in bianco.
La designer ha imparato l’arte dai primi rudimenti in una
delle ultime officine artigianali di Berlino. Ci sono stati dei
momenti durante il suo apprendistato in cui ha maledetto il perenne
lavoro manuale, racconta sorridendo divertita, ma ha tenuto duro.
Voleva creare qualcosa di completamente nuovo, non roba
convenzionale. Inizialmente si insediò a Charlottenburg, accanto a
persone del calibro di Nana Kuckuck, per dare tempo ai suoi sogni di
prendere forma. Poi a metà degli anni Novanta si è trasferita
nell’allora stimolante quartiere di Prenzlauer Berg. Da ormai 14
anni la signora Langhein lavora con uno straordinario buon gusto nel
suo atelier a Helmholtzplatz e ha trovato il proprio stile e con
esso anche molti clienti affezionati. Plissetta con cura materiali
di ogni sorta, che a nessun altro verrebbe mai in mente di lavorare
in quel modo. Chi ora pensa: “Andiamo bene! Saranno di certo pezzi
unici di lusso, chi se li può permettere?!” si sbaglia di grosso.
Certo, chi è disposto a investire un po’ di più riceverà
naturalmente da Inge Langhein un capo esclusivo disegnato
appositamente per il cliente. Ma il suo negozio ha da offrire non
pochi modelli in una ampia scelta di colori e materiali. È così
che capolavori delicati e artisticamente plissettati trovano la loro
strada verso gli armadi dei fortunati.
Rigorosamente chic

Thatchers
Foto: Nancy Warnke
Assolutamente non convenzionale è anche Thatchers. L’unica cosa che il suo nome ha in comune con la lady di ferro inglese è la tenacia con cui rimane fedele al volubile mercato della moda e soprattutto a sé stesso. Dietro al nome che ha fatto storia si celano Ralf Hensellek e Thomas Mrozek, che lavorano insieme per il brand dal 1995. Da allora il loro negozio nella Kastanienallee è metà irrinunciabile dei miei giri di shopping. A proposito, è anche una delle poche mete consigliate dalla pila di riviste ingiallite che combacia con le mie preferenze personali. Quello che le mie vecchie riviste non sapevano ancora è che dal 2002 esiste anche una dependance del brand berlinese negli Hackesche Höfe. Da allora sempre più ospiti della nostra città hanno modo di conoscere le nuove creazioni dei due designer. Non sorprende quindi che sulla porta di ingresso del negozio ci siano anche alcuni caratteri giapponesi a dare il benvenuto ai fan provenienti dal Paese del Sol Levante.

Thatchers
Foto: Nancy Warnke
È
buffo, ma continuo ancora dopo tanti anni a farmi influenzare dal
nome del loro negozio e ad aspettarmi di trovarvi qualcosa che
ricordi la nobiltà di campagna inglese. Ogni volta che varco la
soglia del loro negozio sono quindi sorpresa dalle creazioni
magnificamente perse nell’amore per il dettaglio e nello stesso
tempo perfettamente indossabili dei due berlinesi d’elezione.
Accompagnata da un allegro brano di salsa mi muovo a suon di musica
nel loro negozio e ho la sensazione di potermela prendere con molta
calma. Di calma si ha comunque bisogno, con tutte quelle belle cose
che attendono lì il visitatore. Il bello dei modelli di Thatchers
è che, nonostante la complessità della lavorazione e la ricchezza
dei dettagli, non si ha mai la sensazione di essere vestiti nel modo
sbagliato – veramente in nessuna occasione. Riescono a conciliare
con maestria l’eleganza casual e le raffinatezze di moda, creando
abiti particolari con quel tocco di sex-appeal, che una donna ha il
coraggio di indossare. Tra una cosa e l’altra si ha inoltre
occasione di incontrare di persona i due affabili stilisti
generalmente presenti in negozio e si trascorre ancora un po’ di
tempo facendo due chiacchiere con loro, sulla moda e su come tutto
ebbe inizio, nella sfrenata Kreuzberg, quando disegnavano ancora
costumi teatrali …
Moda coscienziosa

MAYER, Berlin
Foto: © modekultur.info
Non è raro che chi
è costumista trovi sbocco nel mondo della moda. Anche Christine
Mayer ha inizialmente disegnato per il teatro, prima di trasferirsi
nella metropoli della moda sulla Sprea alla fine degli anni Novanta.
È quindi quasi una “neonata” nel settore. Le creazioni MAYER
sono invece molto mature
e hanno convinto ben presto i membri della giuria di diversi
Fashion Award. Con l’andare del tempo, tuttavia, la sola moda era
destinata a non bastare alla stilista nativa della Foresta Nera,
c’era bisogno di qualche contenuto. Da due anni si impegna con la
sua “peacecollection”
a favore di alcuni progetti di aiuti umanitari per i bambini in
Afganistan. Accanto allo scintillante mondo della moda esistono
anche aspetti negativi su cui vuole attirare l’attenzione con le
sue creazioni. Il risultato: abiti delicatamente drappeggiati, fatti
con stoffe fluenti e applicazioni di fiori, si affiancano a rudi
giacche in stile militare. Alla sperimentazione con materiali e
tecniche la pellicciaia diplomata dedica ancora molto tempo. Sbianca,
tratta con il cloro, tinge e drappeggia personalmente le sue stoffe,
creando così il suo esclusivo design MAYER. La combinazione tra
uniformi e abiti da fiaba fa sì che le creazioni di questa stilista
siano adatte ad un target universale. Non stupisce quindi che nel
frattempo le sue collezioni non siano vendute solo in Europa, ma
anche in Giappone e negli Stati Uniti.
Intramontabile
Gli aficionados sono assolutamente indispensabili per il successo di un brand di moda, senza di loro non funziona niente. Altrettanto importante è una solida preparazione professionale, ne sa qualcosa Ute Hentschel, creatrice dell’affermato marchio berlinese BlackWhite. Come i suoi colleghi, iniziò a metà degli anni Novanta a mettere in atto le sue idee, riscuotendo ben presto un grande successo. Non c’è da meravigliarsi, le creazioni di questa designer e sarta diplomata infatti non convincono solo per il loro aspetto, ma anche per la loro fattura.

BlackWhite - Ute Hentschel
Foto: Carl Rauth
Dal
1999 è domiciliata nella Gneisenaustraße di Kreuzberg. Lì
collabora con Molotow, di certo il primo negozio che già negli anni
Ottanta offriva esclusivamente design berlinese (a volte
persino introdotto di nascosto da Berlino Est). Come nella migliore
tradizione berlinese la stilista lavorava nel seminterrato, finché
alcuni anni fa non si è espansa e ora lì accanto si trova il suo
atelier. Non è solo comodo per lei, ma anche vantaggioso per le sue
clienti. BlackWhite offre infatti ai clienti che lo desiderano la
possibilità di avere qualsiasi capo delle collezioni realizzato su
misura per loro. Non stupisce che a diversi ricevimenti di gala e
passerelle di premi cinematografici si vedano girare personalità di
spicco con indosso le creazioni, che cadono a pennello, di Ute
Hentschel. Nel corso degli anni si è formata una clientela
internazionale assidua, che sa apprezzare la particolare offerta di
BlackWhite. Una borsa da abbinare al vestito o un berretto per il
cappotto? Non c’è problema, qui si trova anche questo. In fin dei
conti l’outfit deve essere perfetto. Alla designer la passione con
cui esercita la sua professione gliela si legge semplicemente in
faccia. Chi ha fatto una volta acquisti nel suo negozio pregno di
storia, ci torna certamente di nuovo. Il racconto appassionante
della storia avventurosa del negozio è naturalmente incluso nel
prezzo della visita.
Perché sanno
quello che fanno
Selezione di indirizzo:
- Langhein
Raumerstr. 8, 10437 Berlin-Prenzlauer Berg
www.langhein-berlin.de - Thatchers
Shop 1:
Kastanienallee 21, 10435 Berlin-Prenzlauer Berg
Shop 2:
Rosenthaler Str. 40/41 (in den Hackeschen Höfen, Hof IV), 10178 Berlin-Mitte
www.thatchers.de - MAYER
Grosse Hamburger Str. 1, 10115 Berlin-Mitte
www.mayer-berlin.com - BlackWhite - Ute Hentschel
Gneisenaustr. 112, 10961 Berlin-Kreuzberg
www.blackwhite-berlin.de - Codierbar?!
Männermode
www.codierbar.com
- >>Online Fashion Guide
deutsche Fassung: >>jetzt lesen
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edizione luglio 2008


