Testo:
Jörg Buntenbach
Traduzione: Paola Pomioli
Un concentrato di fashion – Luci ed ombre della settimana della moda di Berlino: sguardo retrospettivo

Hausach Couture Fashion Show
Mercedes-Benz Fashion Week Berlin
La Fashion Week di Berlino – almeno questo lo si vede a colpo d’occhio – è arrivata sulla grande scena del mondo della moda. Spesso si sente dire che Berlino si è conquistata una posizione nell’agenda di chi opera nel settore, che critici e acquirenti internazionali non girano più alla larga da questo evento clou sulle rive della Sprea. Alla sua aspirazione ad essere una metropoli della moda non si guarda più con sufficienza. Al contrario: il mondo della moda punta gli occhi su questa città – che almeno a livello nazionale è considerata la numero 1. Prima ancora di Düsseldorf! Berlino attira sempre più organizzatori di fiere dei settori Fashion e Lifestyle. E dove ci sono luci, si sa che ci sono anche ombre – anche quando ci sono tanti riflettori puntati da impedire qualsiasi ombra. Diamo un’occhiata agli avvenimenti:
Le fiere
Con il ritorno della sua fiera il responsabile della Bread&Butter, Karl-Heinz Müller, ha provocato grande scalpore. Non solo nel campo della moda, per la fermezza con cui ha stabilito le date "così anticipate" della sua presenza (dal 20 al 22 gennaio). L’anno scorso ha anche scatenato una discussione sull’aeroporto di Tempelhof, perché si sosteneva che con la sua fiera bloccasse qualsiasi altro utilizzo dell’areale, pagando per giunta un affitto troppo basso. Insomma una discussione gretta tipicamente berlinese: invece di rallegrarsi per il ritorno di un evento di questo calibro, qui si trova solo da ridire.
Comunque la Bread & Butter è stata senza ombra di dubbio un polo di attrazione. Per così dire l’evento trainante. Il tradeshow per l’urban- e streetwear, che in prima linea è sinonimo di immagine e marketing, ha conquistato i visitatori, oltre che per la sua ubicazione, anche per la disinvoltura della sua performance. Quello che un tempo era il terminal, ora adibito ad area di ingresso, emanava un’atmosfera cosmopolita. Gli stand erano alloggiati sulla pista coperta dell’aeroporto, protetta dagli agenti atmosferici da una parete lunga 400 metri e alta 12. I corridoi erano affollati, l’aria rilassata – e l’appuntamento con G-Star è stato uno dei numerosi momenti clou. Stando alle dichiarazioni dell’organizzatore sono giunti a Berlino visitatori da circa 100 paesi, per vedere da vicino il portfolio di quasi 600 marchi, label e designer. Si è quindi riusciti ad accrescere l’internazionalità di questa manifestazione. Ora si può stare a vedere che cosa ci porterà la prossima Bread & Butter, che si terrà dal 7 al 9 luglio 2010.

Rena Lange Fashion Show
Mercedes-Benz Fashion Week Berlin
Anche il bilancio di
Norbert e Anita Tillmann della fiera specializzata Premium,
tenutasi presso STATION-Berlin a Gleisdreieck, è stato positivo.
Nel 2003 ha avuto luogo la prima Premium. Allora i designer
partecipanti erano 70. Ora, a detta degli organizzatori, la fiera
presenta più di 900 collezioni. Si sono contati 41.807 visitatori
internazionali, gran parte dei quali provenienti dall’Europa.
Si è inoltre tenuta per la prima volta la Premium Men. In
questa cornice Wolfgang Joop ha presentato il suo nuovo Label
30-06. Sicuramente sarà interessante vedere se e come questo
settore dedicato alla moda maschile sarà accolto in futuro dal
pubblico. Stando a quanto raccontano gli organizzatori l’inizio è
stato promettente. Sul posto non si notava, in realtà, un afflusso
di visitatori superiore alla media – ma qui non si parla di
quantità, bensì di qualità.
A prescindere da questo, con i settori sportswear o Premium
Contemporary Classics (moda da donna, che combina glamour e
business) la Premium copriva tra l’altro anche altri
segmenti – e nei simposi si poteva discutere di temi come "Fashion
Blogs - Hype or Future" e "Capi di pelle di salmone.".
La Premium non punta al grande "spettacolo", ma in prima
linea alle ordinazioni tangibili.
La fiera era accompagnata anche dal Premium Young Designers Award, che era già stato assegnato in anticipo. I vincitori sono stati il tedesco Dawid Tomaszewski nel settore womanswear, il marchio Tsicko della stilista italiana Elena Frigato e il label Joshua del designer tedesco Arne Niehaus.
Accanto a queste due fiere di grande rilievo si sono svolte altre fiere settoriali più contenute. THEKEY.TO è la fiera per la moda ecologica internazionale, la cultura e il lifestyle della sostenibilità e si è tenuta a Berlino per la seconda volta. Qui presentavano le loro collezioni i designer che producono i propri capi in maniera sostenibile ed equo-solidale. E il progetto è stato convincente: non si sono visti pullover che ricordavano lontanamente sacchi di patate, bensì creazioni assolutamente “in” per tutte le occasioni, dalla moda da bagno, allo streetwear, per finire con gli abiti da sera. L’organizzatore ha avuto l’idea geniale di prevedere un "public day" nell’ultimo giorno della fiera, rendendola accessibile anche al grande pubblico. Speriamo che questa fiera continui ad esserci anche in futuro.

Mercedes-Benz Fashion Week Berlin - Backstage
Boudoir (Show for Lingerie and Luxuries), che avrebbe dovuto svolgersi parallelamente alle altre fiere, è stata disdetta già a dicembre del 2009 e rinviata all’estate del 2010. Non si era riusciti a trovare un numero sufficiente di espositori. In compenso nell’area fieristica sottostante la torre della radio si è svolta la 5.elements.berlin, nel corso della quale sono state presentate più di 100 collezioni per il settore "Bodywear" – e l’organizzatore parla di una evidente crescita rispetto alla prima fiera, che si è tenuta nell’estate del 2009. Concretamente si parla di un 12 percento di visitatori in più, mentre il numero degli espositori è salito da 48 a 64.
Si è svolta per la prima volta a Berlino la fiera JAM (Jeans and more), che prima aveva luogo a Colonia. Gli organizzatori si sono detti delusi, ma intendono rimanere fedeli alla scelta di Berlino. Uno dei motivi per cui questa fiera non ha soddisfatto le aspettative sono stati i padiglioni Rathenau a Köpenick – una sede certamente ambiziosa, ma troppo fuori mano.
Dopo l’annullamento dell’edizione estiva dell’anno scorso, la fiera specializzata Spirit of Fashion ("Home for Underground Fashion") ha aperto questa volta i battenti nel Kosmos della Karl-Marx-Allee. Sia che si trattasse di Gothic, Punk o Rock'n'Roll: era “in” la moda “independent”.
Le sfilate

Custo Barcelona Catwalk-Show
Mercedes-Benz Fashion Week Berlin
Parallelamente alle
fiere ci sono state naturalmente anche le sfilate di moda. Il fulcro
delle manifestazioni era la tenda a Bebelplatz nel quartiere di
Berlin-Mitte, in cui Mercedes-Benz come sponsor testimonial e IMG in
veste di organizzatore hanno reso possibile la Mercedes-Benz
Fashion Week Berlin con 25 sfilate. JOOP!, BOSS
Black e Diesel hanno presentato le loro creazioni "offsite",
vale a dire in location esterne. A Bebelplatz, che come "sede"
è molto discussa, sono state incisive soprattutto le collezioni di Custo
Barcelona, Schumacher,
Lena
Hoschek, Anja
Gockel (per la quale sfilava la top model Alek Wek, troppo
magra per il gusto di alcuni), Hausach
Couture e Frida
Weyer. Assolutamente non convenzionale è stata la
presentazione del brand di occhiali Ic!
Berlin, il cui manager Ralph Anderl ha aperto la sfilata
arrivando sulla passerella completamente nudo (a parte un paio di
occhiali Ic!¹). (per
i dettagli vedi il nostro articolo sulla sfilata).
Oltre agli occhiali sono stati presentati magliette e jeans
disegnati da vari artisti.
Ciò che ha suscitato quantomeno scalpore è stata la "Michalsky StyleNite". Lo stilista Michael Michalsky, che è responsabile anche per la linea di Tchibo Mitch & Co, ha celebrato sé stesso – e insieme alle sue collezioni hanno sfilato nel Friedrichsstadtpalast anche i marchi Kaviar Gauche e Lala Berlin con le loro nuove creazioni. Stando ad alcuni testimoni la risonanza è stata contenuta, ma non abbiamo potuto farcene un’idea in prima persona, perché abbiamo seguito quella che era la vera dritta da insider della Fashion Week: lo Showfloor Berlin.

Andrea Schelling Fashion Show / Showfloor Berlin
Nel Palais della Kulturbrauerei dal 20 al 22 di gennaio si sono tenute un totale di 10 sfilate, che ruotavano attorno ai temi della moda ecologica e della sostenibilità. Marchi provenienti da Svezia, Danimarca, Austria, Gran Bretagna e Germania hanno presentato le proprie collezioni con sfilate molto ben frequentate, tenendo anche in serbo alcune sorprese (vedi anche il nostro articolo sullo Showfloor Berlin). Chissà che cosa ci riserverà l’edizione estiva dello Showfloor Berlin!
Nell’HBC della Karl-Liebknecht-Strasse a Berlin-Mitte il 21 gennaio si è tenuta la HBC Couture – una nuova piattaforma per la moda d’avanguardia. In questa cornice si sono presentati diversi designer berlinesi, quali starstyling, A.D. Deertz ecc. – bisognerà aspettare per vedere se questo evento si consoliderà. Forse è l’offerta giusta per coloro che si considerano "Avantgarde". Per farsene un’idea basta guardare berlinfashion.tv.
E il resto!?

Anja Gockel Fashion Show
Mercedes-Benz Fashion Week Berlin
Ci sono stati innumerevoli altri eventi. Il marchio di borse sissirossi ha presentato la sua esclusiva collezione Evening Silk Bag nell’ambito di una sfilata inconsueta nel negozio temporaneo della Torstrasse. projektGALERIE Showrooms ha dato modo a 30 stilisti internazionali di presentare le loro collezioni Autunno/Inverno per i segmenti moda uomo, moda donna, accessori e scarpe, mentre nella 4ª ShowRoomMeile designer nazionali e artisti internazionali, provenienti da Vienna, Copenhagen e Budapest, hanno mostrato le loro collezioni di abbigliamento, retrospettive o progetti che coniugano moda, arte e design al di là delle divisioni di genere. E se volessimo essere esaurienti dovremmo menzionare anche altri eventi, cosa che tuttavia non faremo in questa sede, per mancanza di spazio. Questo ci dà però l’occasione per fare un’importante constatazione: la Fashion Week di Berlino rischia talvolta di essere dispersiva. Mantenere l’orientamento è semplicemente impossibile!

Kilian Kerner
Il fattore VIP:
La moda è anche glamour – e i designer invitano alle loro sfilate personalità di primo piano di grande forza comunicativa, sulle quali si fiondano i fotografi dei tabloid ai quali poco importa (quando gliene importa qualcosa) della moda. La presenza di VIP alla Fashion Week è stata invece molto scarsa. Si sono viste diverse personalità di serie C e D, che evidentemente in quel momento non avevano niente da fare. E soprattutto hanno rotto l’anima o annoiato i sedicenti VIP, come Liliane Matthäus. Anche una Natascha Ochsenknecht non contribuiva esattamente a creare un’atmosfera internazionale. Da questo punto di vista si devono quindi fare ancora dei passi avanti! Solo alla sfilata BOSS black erano presenti nomi internazionali, oltre alla vincitrice dell’Oscar Hilary Swank, all’attore Matt Dillon o al pilota di Formula 1 David Coulthard.
Concludendo:
Berlino è la
metropoli tedesca della moda. Su questo non si discute! La
qualificazione a livello internazionale deve tuttavia essere ancora
conquistata. Dopo che la settimana della moda dell’estate
dell’anno scorso aveva già dimostrato un’attitudine cosmopolita,
si ha purtroppo la sensazione che con questa Fashion Week sia stato
fatto un passo indietro. Troppe sfilate sono state solo di qualità
mediocre. Non si è riusciti a imporre dei trend – e le basse
temperature invernali hanno fatto il resto. Quando questa estate,
dal 7 al 10 di luglio si terranno le sfilate della prossima Fashion
Week Berlin, la capitale tedesca potrà mostrare quello che ha da
offrire in fatto di moda. Si spera che ciò avvenga senza meschine
discussioni, come ad es. quella sull’opportunità di collocare la
tenda della Mercedes-Benz Fashion Week Berlin a Bebelplatz.
Sulla ex-pista dell’aeroporto di Tempelhof ci sarebbe sicuramente
abbastanza spazio anche per quella. Immediatamente accanto alla Bread
& Butter...
Comunque sia: vi terremo informati sui momenti clou della moda in
una rubrica speciale aggiornatissima: >>per
maggiori informazioni

Matilda Wendelboe Fashion Show /
Showfloor Berlin
deutsche Fassung: >>jetzt lesen
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edizione febbraio
2010

