Testo: Cornelia Liese
Traduzione: Paola Pomioli
Fotos: modekultur.info
Ciò che conta è il cappello!
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“Finisci di mettere i punti, d’accordo?” Antje Hoffmann fissa velocemente con un paio di punti il nastro del cappello. Da un anno impara a Charlottenburg l’arte di fare i cappelli. Farà la modista, sta imparando un mestiere che è già quasi scomparso. A Berlino ora è tornato di moda. |
Venti anni fa Fiona Bennett ha scoperto che era il mestiere che faceva per lei, oggi il suo negozio-galleria nella Große Hamburger Strasse 25 del quartiere Berlin Mitte attira subito l’attenzione: tra pareti di color verde menta e lilla, i modelli dei cappelli sono esposti in piccole nicchie con il proprio nome, come accade con le opere d’arte. La modista britannica voleva originariamente fare la scultrice: “Volevo dare forma a bei materiali con le mani. Poi a Berlino ho scoperto l’arte della cappelleria e ho capito che faceva per me”, spiega la modista che ora fa tendenza. Ormai ha apprendisti e dipendenti propri. “Preferibilmente lavoro con le piume”, spiega indicando una composizione, cui ha dato forma e che ha tinto di rosso, rosa shocking e nero. Alla fantasia non è posto praticamente alcun limite, scarpe come le Schiaparelli di una volta, cappelli a cilindro di formato ridotto, frutta e uccelli, per citare solo alcune forme. “In inglese questi cappelli si chiamano fascinator”, perché attirano l’attenzione in maniera piacevole. “I cappelli grandi qui non mancano, ma la maggior parte delle donne desidera qualcosa di piccolo che può anche infilare in borsa o nel vano portabagagli dell’aereo. La fragolina è già un articolo per clienti più disinvolte, afferma Fiona Bennett. Un modello di questo genere lo portano attualmente le conduttrici televisive o le pop star sul palco. In negozio vengono sia artisti amici, come Ben Becker o Flatz, che Christina Aguilera o la signora Kasupke, a cui serve un nastro nuovo per il cappello. Vengono anche molte ragazzine, racconta la modista, “che vogliono provare il look delle star.” Nell’atelier, celato dietro ai locali commerciali, si lavora intanto alla nuova collezione: Gentle Men. In occasione della fiera d’arte Artforum che si terrà alla fine di settembre il negozio verrà decorato con nuovi modelli da uomo.
Il nuovo trend è il cappello da uomo
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Che
sempre più uomini portino il cappello lo può confermare
anche Andrea Curti, modista e proprietaria di Chapeaux. I
cappelli da uomo sono tuttavia di moda anche per le donne,
che lo scelgono anche un po’ più grande del necessario e
che copra un po’ il viso. Naturalmente anche questi
modelli sono presenti nel negozio della Bleibtreustrasse 51,
oltre a berretti casual, cerchietti per capelli impreziositi,
cappelli mini e maxi. |
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Proprio i modelli mini sembrano adatti alla vita di tutti i giorni e sono belli anche se combinati con un completo pantalone e abiti trend. “L’importante è che il cappello sia adatto al tipo di persona, alle proporzioni fisiche e al viso che lo indossa” spiega Andrea Curti. Con colpo d’occhio e senso delle proporzioni mi fa provare un paio di modelli. L’effetto è stupefacente. I cappelli cambiano completamente l’aspetto di una persona. “Alcune donne sanno esattamente quello che gli dona, ad altre serve un po’ più di consulenza. Ciò ha molto a che fare con l’esperienza, che tuttavia oggigiorno manca alla maggior parte delle donne!” racconta la modista che è stata apprendista di Günther Baumbach, l’ultimo maestro della corporazione berlinese. Dagli anni 60 i cappelli non fanno più parte dell’abbigliamento quotidiano, ad eccezione di occasioni particolari come le corse di cavalli o i matrimoni. “In fondo, il desiderio di farsi belli è vecchio quanto il mondo. La modista che gestisce con successo il proprio negozio da 14 anni si augura che le persone abbiano più coraggio nella scelta dei colori e desiderio di mettere in risalto sé stesse o il loro ambiente. Nel suo atelier si accumulano innumerevoli forme di legno. “Questa proviene da un lascito di Vienna” Andrea Curti prende una forma ricurva di legno per cappello dallo scaffale. È su queste forme che lei, e di recente anche un’apprendista, tendono i cappelli. E per l’inverno ha già scelto un materiale classico per le sue creazioni, il feltro.
Classicità artigianale
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Nella
Bleibtreustrasse 40 è situato un altro negozio di cappelli:
sopra all’ingresso nella Mommsenstrasse pende una targa di
piccole dimensioni su cui è scritto “Cappelli”.
Susanne Gäbel è maestra cappellaia di quest’arte. Ad
Amburgo è stata a scuola da Gerda Wessinger, che ha vestito
anche Inge Meysel, e lavora occasionalmente a Parigi per le
sfilate di moda di Thierry Mugler e Sonya Rykiel. |
“È di certo un onore, ma non basta per diventare ricchi!” afferma la modista che personalmente indossa al massimo un basco d’inverno. I modelli classici raffinati sono il marchio di fabbrica di Susanne Gäbel e le sue clienti sanno apprezzarlo. Ciò che molte donne non sanno o non vogliono più fare è il forte di Susanne Gäbels: “Mi piace semplicemente cucire!“ Con orgoglio mostra le cuciture, di cui quasi non si riesce a distinguere i punti. Perfezione artigianale! Le clienti conoscono il valore di Susanne Gäbel e accorrono anche dalla Bassa Sassonia. Proprio in occasione dei matrimoni dei nobili il cappello è importantissimo. A completamento del tailleur di Chanel la modista consiglia ad esempio un modello pillbox, sullo stile di quelli di Jackie Kennedy, ma rivisto in chiave moderna. Anche i copricapi a campana grandi come quelli indossati da Audrey Hepburn nello stile degli anni 50 oppure cappelli di quella forma come si portavano negli anni Venti vengono acquistati volentieri. Naturalmente nel salone della modista i modelli vengono creati su misura, modificati e, se necessario, puliti. La modista sfoglia il campionario dei look: per l’inverno vi si trovano foto di paraorecchie di visone e un’ampia gamma di mini cappelli decorativi. “La stagione dei balli, un abito elegante, richiedono anche un cappello”, sostiene la proprietaria del negozio. I trend più importanti sono anche qui i cappelli da uomo e i modelli piccoli e lineari.
Appunto, corse di cavalli!
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Di
questo avviso è anche Zussa, la proprietaria dell’omonimo
salone nel secondo quartiere di gallerie di Berlino
sviluppatosi intorno alla Zimmerstrasse. “Mi
piace ottenere molto da poco”
afferma la modista berlinese, che ha imparato il mestiere da
Fiona Bennett. Nel piccolo salone con indirizzo
Friedrichstrasse 206 ha anche lei apprendisti. |
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Nel negozio di piccole dimensioni sono presenti sia “forme aerodinamiche”, un ventaglio di modelli da uomo impreziositi con dettagli femminili come pizzi e boccioli, che copricapi di vernice nera o dorata nelle forme stilizzate degli anni Quaranta. Ad agosto di quest’anno ha decorato la Wild Rose Revue nell’Admiralspalast con copricapi in filigrana. Accessori di piume o mini cappelli a cilindro conferiscono all’abbigliamento un certo non so che. “Spesso basta anche un semplice fermaglio per capelli con piume o boccioli per dare un tocco speciale ad un intero outfit e attirare gli sguardi su di sé” afferma la stilista berlinese. Tra le sue clienti più importanti annovera le signore dell’alta società e le proprietarie di scuderie più famose della Germania. Sono circa una dozzina, ma necessitano periodicamente di copricapi nuovi e inconsueti per le corse di cavalli, come gli eventi delle corse al galoppo Deutsches Derby, Royal Ascot e Deauville. Zussa organizza quindi ogni anno un salone per cappelli nel Brenner’s Parkhotel a Baden-Baden, nel quale presenta le ultime novità. Che un cappello di questo tipo costi più del prodotto industriale dei grandi magazzini è ovvio; per quel prezzo si potrebbero comprare uno o due paia di scarpe. I cappelli particolarmente originali e stravaganti non sono, tuttavia, esposti nel salone, qui si trova invece un’ampia scelta di piccoli articoli di lusso per abbellire il proprio look e i primi berretti che terranno caldo d’inverno. Quello che proprio è out dal punto di vista della moda sono i “cappelli con risvolto sullo stile di Lady Di” dice Zussa – altrimenti la scelta del cappello è una questione di tipo di persona e di gusti: quello che conta è portare il cappello!
>>Slide Show Moda del Cappello a Berlino
>>Online-Fashionguide sul tema moda del cappello a Berlino
deutsche Fassung: >>jetzt lesen
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edizione settembre 2007









